Walter Valentini

Walter Valentini, was born at Pergola (Pesaro) in 1928, and got his education between Rome and Milan – his teachers are three protagonists of the movement of abstract rationalism: Luigi Veronesi, Max Huber e Albe Steiner – and Urbino, where he attended the “Scuola del Libro” of the “Istituto di Belle Arti” and specialized in litographi with Carlo Ceci. In Urbino Valentini began to feel attracted by engraving.

About that aspect we’d like to recall his graphic shows: Venice, 1955 (“I Biennale dell’incisione italiana contemporanea”); Ibiza, 1982 (“Biennale Internazionale dell’incisione” where he won the firstu award); Cracovia, 1984 (“Biennale Internazionale dell’incisione”, awarded the Grand Prix); Lubiana, 1984-1989 (“Biennale internazionale di Grafica”).

Some of his national and international one-man shows: 1990 – BOLOGNA, Arte Fiera ’90, Galleria Peira, Bra e Centro Steccata, Parma; – MILANO, I cieli di Greenwich di Walter Valentini, Galleria Spaziotemporaneo; – KLAGENFURT (Austria), Galerie Schnitzer; – ALASSIO, Walter Valentini, Galleria Galliata; – SAN POLO D’ENZA, I bianchi, i neri, Galleria La Scaletta; – NEW YORK (U.S.A), La misura, il tempo, Panicali Fine Art; – SIEGBURG (Germania), Installazione e opere recenti, Stadtmuseum. 1991 – BOLOGNA, WalterValentini, presentazione dell’edizione “Dante Anarca” Arte Fiera; – Galleria della Pergola, Pesaro; – AMBURGO (Germania), Walter Valentini “Sinnliche Abstraktionen”; – Bilder-Colagen-Installationen, Galerie Meissner; – MILANO, Internazionale d’Arte Contemporanea, Fiera di Milano, Spaziotemporaneo; – BOLZANO, Walter Valentini “Dante Anarca”, Galleria Spatia; – LUSSEMBURGO, Walter Valentini, Galerie de Luxembourg; – VERONA, Walter Valentini. Un progetto, Galleria Cinquetti; – ASPEN (Colorado – U.S.A), Lo spazio, il tempo; installazione; – IDCA, Aspen Institute for Humanistic Studies; – BASILEA (Svizzera), Edition ’91 Basel, Grafica Internazionale,Torino; – ASIAGO, Walter Valentini, Galleria d’Arte Nino Sindoni; – PESARO, Walter Valentini Opere scelte, Galleria della Pergola.

1992 – BOLOGNA, Arte Fiera ’92, Galleria Cinquetti, Verona; GraficaInternazionale, Torino; – Proposte d’Arte Colophon, Belluno; …

0

Open.co, liquidità divorata da debiti e impegni futuri

Economia e Lavoro

Dei quasi 21 milioni di euro incassati da Cormo con la vendita a Coop Nordest delle quote del fondo immobiliare Namira 7, solo poco più di 1 milione è stato utilizzato per rilanciare l’azienda. Tutto il resto è stato assorbito o dal rimborso dei debiti o dall’accantonamento di somme per far fronte ad impegni finanziari futuri.

Il punto di partenza è noto. Prima della fusione con Coop Legno, Cormo aveva conferito il proprio patrimonio immobiliare al fondo Namira 7, ricevendo in cambio 444 quote del fondo. Nel 2014 poi l’azienda di S. Martino in Rio, bisognosa di liquidità, ha venduto il 90% delle quote Namira a Coop Nordest per 20,5 milioni di euro. Che fine hanno fatto i soldi ricavati dalla vendita della sede? TG Reggio ha potuto definire il quadro grazie ad una minuziosa ricostruzione fornita dal vicepresidente di Open.co Erio Cavazzoni.

Circa 13,7 milioni sono stati utilizzati per il pagamento di debiti pregressi. Nel dettaglio, dopo la fusione con Coop Legno, la nuova Open.co ha dovuto azzerare l’indebitamento bancario, pari a 4,7 milioni di euro, per ottenere l’apertura di nuove linee di credito. Altri 6,3 milioni se ne sono andati per il rimborso di un prestito del Ccfs, 2,2 milioni per il pagamento degli arretrati dell’affitto della sede e 500mila euro per fatture scadute di fornitori.

A quel punto restavano 6,8 milioni, ma era quasi tutti già impegnati. Un milione e 600mila euro fu depositato in un fondo a garanzia del pagamento degli affitti del 2015, 3 milioni furono accantonati per pagamenti di fornitori e istituti previdenziali in scadenza tra la fine del 2014 e i primi mesi del 2015 e un altro milione deve essere restitutito al Ccfs entro la fine di quest’anno. Perfino quel 10% delle quote di Namira 7 che non è …

0

Fermato in tempo

giovedì 14 ottobre 2004, ore 19.02

Fermato in tempo

Si erano conosciuti tanti anni fa in Moldavia, poi, arrivati in Italia, si erano persi di vista. Lui, 46 anni, clandestino, e con l’obbligo di non entrare nei paesi della comunità europea, era andato a Roma. Lei, 41 anni, madre di una bambina che oggi ha dieci anni, aveva trovato un regolare lavoro come colf, a Rubiera. Negli ultimi mesi però quell’uomo così violento era riuscito a rintracciare la connazionale.

Trasferitosi anche lui a Rubiera, da un paio di mesi, con cadenza quotidiana, minacciava di morte mamma e figlia, pretendendo soldi. Le chiamava in continuazione, un giorno voleva 50 euro, un altro 200. La donna ha sopportato la situazione, con angoscia e paura, fino a quando ha capito che anche la piccola poteva essere in pericolo, e dopo l’ennesima intimidazione, si è rivolta, coraggiosamente, ai carabinieri di Rubiera. In manette è finito Ivan Bolesco.

Il blitz è scattato ieri pomeriggio. Bolesco ha atteso la donna sotto casa, dopo averle intimato con una telefonata di uscire e di portare del denaro. La donna però aveva avvisato dell’appuntamento i carabinieri che si erano appostati nei pressi dell’ abitazione. Quando la donna è uscita insieme alla figlia, l’uomo si è avvicinato minacciandola con un punteruolo.

Poi le ha strappato la borsetta da dove ha preso alcune banconote. Ma a quel punto sono intervenuti i militari che hanno condotto il malvivente in caserma. Questi ha cercato prima di convincerli di essere il marito della donna e il padre della bambina poi ha dato in escandescenze opponendo resistenza e tentando di compiere atti di autolesionismo.

Addosso gli sono stati trovati un filo di nylon lungo circa un metro e un coltello da cucina nascosto all’interno di una scarpa. Forse l’uomo è stato fermato giusto in tempo …

0