Famiglia omosessuale nella pubblicità Ikea Giovanardi: «È contro la Costituzione»

di Andrea Zambenedetti

TREVISO (2 luglio) – Sbalzata dall’auto in corsa: una tredicenne di Caerano San Marco, è ricoverata in gravissime condizioni all’ospedale di Treviso. Sono le 22.30 di mercoledì sera. La ragazzina occupa il posto di passeggero nell’auto guidata da un diciannovenne neopatentato. Tutto avviene in pochi istanti in via Crespignaga di Altivole.

Il giovanotto al volante, per cause ancora da accertare, perde il controllo della Fiat Panda che sta guidando. L’auto, nell’affrontare una curva a sinistra, va dritta e finisce per urtare la recinzione di un’abitazione privata lasciando una strisciata di alcuni metri prima su un basso muretto, poi sul muro esterno di un’abitazione. Subito dopo l’impatto iniziale la tredicenne vola letteralmente fuori dal finestrino, mentre l’auto, poco distante, frena la sua corsa.

Secondo i primi accertamenti la ragazza sarebbe stata priva di cinture di sicurezza e questo è un dato di fatto. Ciò che invece appare del tutto inspiegabile è come sia potuta finire fuori dall’auto se non si fosse trovata in una posizione già sufficientemente esposta. È proprio la dinamica a far sorgere i terribili interrogativi che soltanto il conducente è in grado di sciogliere. Perché se da una parte non si può escludere che la portiera, scardinata nel punto di impatto col muretto, abbia ceduto trascinando fuori la ragazza, la risposta più plausibile rimane che la tredicenne fosse addirittura seduta sul finestrino e che lo schianto l’abbia inevitabilmente proiettata all’esterno della vettura con conseguenze quasi letali.

Nessuna conseguenza per il conducente, M.Z., né per l’amica, M.A., che si trovava nel sedile posteriore. Quando in via Crespignaga arrivano le ambulanze del Suem, i medici intuiscono subito la gravità delle condizioni della ragazza e provvedono al suo immediato ricovero all’ospedale di Castelfranco dove le vengono prestate le prime cure. Nel corso della notte però le sue condizioni …

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Sette spine per Bipop

in discoteca con un clic

mercoledì 29 maggio 2002, ore 17.05

Sette spine per Bipop

In principio erano tre: i soliti noti Mauro Ardesi e Gianfranco Bertoli, più un terzo debitore coperto dall’anonimato. In tutto, alla data del 30 giugno dell’anno scorso, dovevano a Bipop 1.158 miliardi di lire. Nel gergo bancario si chiamano posizioni a rischio: sono quelle di quei clienti che, ricevuti ingenti prestiti da una banca, potrebbero trovarsi in difficoltà nell’onorare i propri impegni. E posizioni a rischio, quelle di Ardesi e di Bertoli, lo erano davvero. Il credito di 346 miliardi vantato da Bipop nei confronti dell’immobiliarista bresciano è stato svalutato del 58%, con una perdita secca per la banca di 201 miliardi. Dei 321 miliardi prestati a Bertoli, invece, ne sono stati recuperati solo 108: in questo caso la perdita è di 213 miliardi. Lacrime e sangue, per la banca guidata da Maurizio Cozzolini, ma anche materia per la Procura di Brescia. Ardesi e Bertoli erano infatti consiglieri di amministrazione della banca e gli inquirenti stanno indagando sull’ipotesi di violazione delle norme sui prestiti agli amministratori. Vecchie storie? Acqua passata? Purtroppo non è così e l’analisi della concentrazione dei rischi contenuta nella nota integrativa al bilancio consolidato 2001 di Bipop lo conferma. Alla data del 31 dicembre scorso il numero delle posizioni a rischio era anzi salito a 7, per un importo complessivo di 1.901 miliardi. Sette grandi clienti, dunque, di cui non conosciamo l’identità, che hanno ricevuto prestiti, fidi e linee di credito e nei confronti dei quali la banca è esposta per quasi 2mila miliardi. Il meno indebitato tra i 7 deve restituire a Bipop più di 160 miliardi. E’ presto per dire se la storia rischia di ripetersi. Ma i crediti lordi in sofferenza, rispetto a un anno fa, sono cresciuti da …

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Ultraleggero precipita: muoiono 45enne di Jesolo e 18enne di Treviso/ Video

AVVISO DI CONCORSO PER L ASSEGNAZIONE DI UNA BORSA DI STUDIO IN MEMORIA DELLA COLLEGA GLORIA PARATI DESTINATA ALLA STESURA ED APPLICAZIONE DEL PRONTUARIO DEI DISPOSITIVI MEDICI PRESSO L OSPEDALE MAGGIORE DI CREMA (CR)

La SIFO (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera), bandisce per l anno 1999 il concorso per l assegnazione di una Borsa di Studio di durata semestrale e per un importo di L. 7.470.000 (al lordo delle ritenute fiscali) alla memoria della collega Gloria Parati, finalizzata allo scopo di stendere ed applicare presso l Ospedale Maggiore di Crema (CR) il prontuario dei Dispositivi Medici, verificandone in particolar modo l utilizzo nei reparti e l eventuale impatto sulla spesa dell Ospedale. Il candidato vincitore dovrà inoltre aderire al Gruppo di Lavoro SIFO-Lombardia Dispositi Medici e seguirne l attività. Possono partecipare tutti i laureati in Farmacia o CTF, specializzati o specializzandi in Farmacia Ospedaliera o titolo equipollente, non dipendenti dal SSN e non legati da alcuna forma di lavoro dipendente, di eta inferiore a 35 anni. Per partecipare al concorso, i candidati dovranno far pervenire alla Segreteria SIFO entro l 8 febbraio 1999. La seguente documentazione in carta semplice:

Domanda diretta al Presidente della SIFO;

Autodichiarazione sostitutiva di certficazione da cui risulti data, luogo di nascita, residenza, domicilio,recapito telefonico, codice fiscale e iscrizione SIFO;

Certificato di iscrizione all Ordine professionale;

Certificato di specializzazione / iscrizione in Farmacia Ospedaliera o in altra disciplina equipollente;

Curriculum vitae;…

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