Il centralino dell’Avis preso d’assalto

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Il centralino dell’Avis preso d’assalto

25 agosto 2016

Un allenatore si è offerto di portare tutta la squadra. Ci sono state chiamate da persone malate, che hanno chiesto comunque di poter essere d’aiuto. Non è passato molto, dopo l’invito a donare sangue, prima che i reggiani si mobilitassero. In diversi in mattinata si sono presentati al centro trasfusionale dei poliambulatori del Santa Maria Nuova chiedendo informazioni, aggiungendosi ai donatori già in fila per adempiere alla propria prenotazione. 50-60 le persone cui Annalisa Santachiara ha risposto: il telefono nella sede dell’Avis provinciale di via Brigata Reggio non ha smesso di suonare già dalle prime ore dopo il terremoto. Donatori però non ci si improvvisa, c’è un iter cui sottoporsi.

‘Al momento all’Avis di Reggio, che tra pochi giorni inizierà il trasloco nella Casa del dono di via Clementi, non è pervenuta alcuna richiesta di invio di sangue nelle zone colpite dal terremoto. In caso di emergenze e cambiamenti, sarà la stessa associazione a contattare i donatori già inseriti nella banca dati’ dice la responsabile sanitaria Annalisa Santachiara. D’altro canto, è importante comunque che i donatori abituali non saltino gli appuntamenti già fissati.

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Sentenza Farmitalia: La Protezione Di Un Prodotto Tramite Ccp Copre Ogni Forma Del Prodotto Rientrante Nel Brevetto Di Base

UNIONE EUROPEA: GIURISPRUDENZA

Sentenza Farmitalia: la protezione di un prodotto tramite CCP copre ogni forma del prodotto rientrante nel brevetto di base Il 16 settembre 1999 la Corte di Giustizia Europea ha emesso la sentenza nel caso C-392/97 tra Farmitalia Carlo Erba S.r.l. e l’Ufficio brevetti tedesco. Vengono confermate nella sostanza le conclusioni dell’Avvocato Generale (vedi notizia sulle conclusioni), tuttavia i termini del dispositivo si esprimono in un concetto forse più ampio e generale. La sentenza infatti non fa cenno ai termini “sali” o “esteri”, usati del resto nelle conclusioni dell’Avvocato Generale più come convenzione lessicale che in senso strettamente tecnico, ma che sono tuttavia largamente diffusi nella letteratura brevettuale. Infatti la Corte afferma in primo luogo che il prodotto medicinale oggetto del Certificato Complementare di Protezione (CCP) va interpretato nel senso di comprendere tutte le forme che rientrano nell’ambito di protezione del brevetto di base. Con ciò vengono messi in evidenza due principi:

che qualunque sia la forma del prodotto, per essere protetta questa deve rientrare nell’ambito di protezione del brevetto di base;

la forma che il prodotto può assumere non è limitata a quella di “sale”, “estere” o qualsiasi specificazione strettamente chimica, ma risulta essere un concetto più ampio e più duttile.

In secondo luogo, la Corte afferma che l’ambito di protezione del brevetto di base viene definito dalle norme che regolano lo stesso brevetto, quindi dalle norme di quello Stato che garantisce il diritto di protezione di quel brevetto. Questa seconda affermazione lascia ogni eventuale ulteriore questione interpretativa alla legislazione dello Stato responsabile del diritto del brevetto di base.

In conclusione la Corte respinge nella sostanza l’interpretazione restrittiva secondo la quale il prodotto oggetto del CCP ai sensi dell’Art. 3 (b) del Regolamento n. 1768/92 CEE sull’istituzione di un CCP per i medicinali vada inteso come limitato …

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Liberalizzazioni, la Regione pronta far ricorso alla Corte Costituzionale

Moore e Lloyd, V per vendetta

solo per vendetta

In edicola e in libreria le storie del superuomo creato da Moore e Lloyd. Un po’ Nietzsche, un po’ Orwell, uccide senza rimorsi.

di Diego Gabutti

Alan Moore e David Lloyd, V per Vendetta, Magic Press, Roma 2002, pp. 290, 20.50. Era il 1988 e Alan Moore, che aveva appena portato la rivoluzione nelle storie di supereroi con Watchmen, passò a mettere in scena direttamente la rivoluzione con V per vendetta . Nelle tavole di Watchmen, dov’era d’un tratto impossibile distinguere tra supereroi e supercriminali, venivano al pettine i nodi di cinquant’anni di fumetto ingenuo e bamboccesco: le “maschere”, i supereroi in calzamaglia e mascherina nera, perdevano di colpo tutti i loro privilegi, sia la certezza d’essere i soli autentici paladini della giustizia che quella d’essersi battuti, un’avventura pulp dopo l’altra, per salvare un mondo che meritava d’essere salvato.

V per Vendetta, tappa ulteriore di questo disincanto fumettistico, era una riscrittura di 1984 sub specie grande feuiletton: l’epopea del Grande Fratello come se non l’avesse scritta George Orwell, l’autore di Omaggio alla Catalogna, ma come se l’avesse scritta Eugene Sue, l’autore dei Misteri di Parigi. Anche qui c’era un supereroe, V, l’uomo senza nome fuggito da un campo di sterminio dov’era stato sottoposto a infami esperimenti genetici, ma era un supereroe nel senso dei superuomini di Sue e di Dumas padre: un Conte di Montecristo invincibile ma psicopatico, giusto e folle insieme, che vuole asciugare le proprie lacrime vendicandosi di tutti i suoi nemici, che liquida infatti uno per uno, e insieme prosciugando la fonte stessa del dolore storico e sociale, cioè il fascismo giunto al potere in Inghilterra dopo una guerra nucleare che ha cancellato l’Africa, l’America e l’Europa dalla faccia del mondo.

V per vendetta, tra le altre cose, …

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