LA RETTIFICA DEI REDDITI DELLE SOCIETÀ DI PERSONE

Sono nulli gli accertamenti, contenenti ognuno la rettifica del reddito di partecipazione degli associati, se in essi l’amministrazione si limita ad operare un semplice rinvio all’accertamento unitario notificato allo studio professionale, senza mettere ciascuno degli associati nelle condizioni di conoscere le ragioni da cui deriva la pretesa fiscale

. Gli accertamenti notificati ad ogni singolo associato, quindi non possono limitarsi ad operare un semplice rinvio all’accertamento unitario notificato allo studio professionale. Nel commentare tale fattispecie, la giurisprudenza ha già avuto occasione di pronunziarsi più volte, segnalando che ogni accertamento, anche se riguardanti redditi di partecipazione, deve essere motivato con l’indicazione specifica di tutti gli elementi già contenuti nell’avviso notificato alla società o all’associazione (cfr. C.T.C. – Sez. IX – Dec. del 05.05.1992 N. 3245). Da un’attenta analisi della citata sentenza, si applesa una finalità di carattere garantistico e difensivo, in quanto ciascuno dei soci o degli associati, non devono rimanere all’oscuro dell’accertamento notificato alla società o associazione partecipata, e devono essere posti in grado di agire giudizialmente senza alcuna limitazione nel proprio diritto di difesa.

In conclusione, si può agevolmente affermare che la Giurisprudenza più autorevole è andata ben oltre il parere fornito dal Consiglio di Stato, dichiarando nullo qualsiasi rettifica di un maggior reddito accertato ai fini IRPEF, a carico di società di persone o equiparate di cui all’art. 5 DPR 917/86, non notificato ai soci, con conseguente nullità, per difetto di motivazione, dei correlati accertamenti dei redditi di partecipazione imputati ai singoli soci. Pertanto, il contribuente socio di società di persone, qualora si vedesse raggiunto unicamente da un avviso di accertamento

ai soli fini IRPEF, con semplice rinvio all’avviso di accertamento notificato alla società partecipata, potrà, in via preliminare, chiedere l’annullamento totale dell’accertamento per difetto di motivazione ed in ogni caso potrà, in sede d’impugnazione dell’avviso di accertamento …

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Venezia. Muore dopo un pestaggio sotto casa: è giallo sul decesso di un 48enne

PADOVA (4 luglio) – Calci, pugni, schiaffi e offese a sfondo razziale. Due buttafuori del locale “Privilege” di via Longhin (Padova), con la complicità del titolare, il 24 gennaio hanno pestato a sangue un cittadino somalo di 31 anni. Gli hanno spaccato la faccia, tanto che lo straniero ha riportato la rottura di due denti e la frattura della scatola cranica per un totale di 45 giorni di prognosi. La violenza degli improvvisati bodyguard sarebbe esplosa, quando il trentunenne africano ha chiesto al gestore del “Privilege” di volere riscuotere la vincita frutto del gioco alle slot machine.

Una richiesta che ha mandato su tutte le furie il titolare del club D.R. di 40 anni, che ha “sguinzagliato” contro il somalo il buttafuori M.P. di 32 anni. Così M.P. ha inseguito il cittadino straniero, giunto nei pressi di un campo è riuscito a fermarlo. Sono volati schiaffi, pugni e calci. Quindi ha afferrato il somalo e lo ha scaraventato dentro un bagno chimico. Poi ha preso la bici dell’africano e l’ha infilata in un cassonetto delle immondizie e ha cercato di rompergli il cellulare. Il cittadino straniero si è rialzato, ma a dare manforte a M.P. è arrivato F.B., di 33 anni, amico del titolare, che ha rifilato al somalo alcuni calci in testa. F.B. alla fine di aprile è morto in un incidente in moto.

Il cittadino straniero, con le ultime forze è riuscito a chiamare la polizia. Sul posto sono arrivati gli agenti della sezione “Volanti” e i soccorsi del Suem 118. Nessuno ha parlato e il gestore D.R. ha dichiarato alla polizia di non aver sentito nulla. Da quel momento sono scattate le indagini della squadra mobile che, oltre a scoprire i picchiatori, ha identificato il marocchino Mbark Oudaoud, di 26 anni, che riforniva di cocaina diversi clienti …

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Nella Rete…ma A Fianco Dei Navigatori Consumatori Relazione Di Carlo Rienzi, Presidente Del Codacons, In Occasione Dello Smau

mercoledì, 17 gennaio 2001

“Nella rete…ma a fianco dei navigatori consumatori” Relazione di Carlo Rienzi, Presidente del CODACONS, in occasione dello SMAU 2001

“Nella rete…ma a fianco dei navigatori consumatori”

Relazione di Carlo Rienzi, Presidente del CODACONS, in occasione dello SMAU 2001

La rete è un grande strumento di conoscenza e di partecipazione democratica che ha cambiato e ancor più cambierà la vita dei cittadini del mondo nei Paesi sviluppati e non, ma è anche una grande trappola in cui si possono perdere l’umanità, la sensibilità civile, l’autonomia di giudizio, la volontà libera e….anche il portafoglio!! Per questo Associazioni , leaders in Italia per la difesa dei cittadini, come il CODACONS, devono dedicarsi inevitabilmente nei prossimi anni alla rete e alla tutela nella rete dei cives.

Raccontando piccole esperienze concrete di problemi dei cittadini, e la storia di vita del nostro sito si capirà l’importanza dell’ingresso delle Associazioni come la nostra nell’attività di controllo delle rete e di certificazione di qualità dei siti di e-commerce.

Nel novembre 98 il Codacons è intervenuto a favore del sig TIZIO il quale aveva acquistato un biglietto aereo AIR ONE via internet con l’assicurazione prevista dal contratto ON-LINE pubblicato sul sito ufficiale della compagnia aerea che nel caso in cui il biglietto non fosse stato utilizzato le sarebbe stato detratto dal successivo acquisto con la stessa compagnia aerea detratto l’importo della penale. Ma quando il nostro associato si è rivolto all’agenzia AIR One si è sentito dire che i biglietti acquistati via internet non prevedevano alcun rimborso.

Nel mese di dicembre il Codacons ricorre al Tar contro l’Autorità della Concorrenza e del Mercato e contro Telecom S.p.A. per l’annullamento del provvedimento del 25.8.99 relativo ai messaggi diffusi dalla Telecom, tramite Topolino concernenti i KIT di abbonamento a INTERNET “Internet facile Disney” con cui è …

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